06_08_2012 | SICCITA’ E IRRIGAZIONE, INNOCENTI: MARECCHIA IN PERICOLO, MEGLIO USARE ACQUE DEPURATE

Lunedì, 06 Agosto 2012

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SICCITA’ E IRRIGAZIONE, INNOCENTI: MARECCHIA IN PERICOLO, MEGLIO USARE ACQUE DEPURATE


Attenzione: sta per iniziare la guerra dell’acqua. Il ‘chi va là’ arriva da Ivan Innocenti dell’associazione dnA Rimini. In pericolo il fiume Marecchia, “un bacino secco e ostile alla vita”, nonostante sia “proibito e considerato reato attingere dal fiume in modo tale da compromettere il deflusso minimo vitale”. Le responsabilità? Secondo Innocenti i “numerosi punti di prelievo agricolo, industriale e per uso civile che lo interessano; quelli autorizzati sono oltre cento”.


Il problema secondo Innocenti è che “gli agricoltori denunciano il danno che hanno dalla siccità e invitano a sfruttare ulteriormente il fiume Marecchia chiedendo deroghe ai prelievi” e andando a impoverire ulteriormente il bacino.
La soluzione alternativa c’è. “Rivedere le politiche del ciclo integrato delle acque che oggi prevedono la concentrazione della depurazione della valle del Merecchia e nord della provincia nel depuratore riminese e la successiva dispersione delle acque depurate in mare.


Innocenti spiega perché.
“Il solo depuratore di Santa Giustina produce oltre 100mila metri cubi di acqua al giorno, tanto più in estate con l'ingente flusso di turisti (i depuratori della valle del Marecchia sono nelle stesse condizioni). Le acque del depuratore riminese con poco sforzo si possono raffinare e poi arrivare ad irrigare fino a San Martino dei Mulini che risulta essere ad una altitudine di meno di 40 metri, rispetto ai 23 di Santa Giustina”.
Soluzione attuabile dirottando i “90 milioni di euro previsti per il canale emiliano romagnolo” al recupero delle acque dei depuratori. In definitiva, meglio affidarsi alle acque riminesi e non “sperare nel futuro in quella del Po che già oggi non c'è”.